Good On You, Fairtrade & Cardato: Tier List Della Moda Sostenibile

PUBBLICATO DA:

Matteo Saccardi

on

Giugno 25, 2025

TEMPO DI LETTURA:

3–5 minuti

In un mondo dove anche le patatine hanno un’etichetta “bio”, scegliere capi sostenibili può sembrare un labirinto tra marchi, certificazioni e promesse green un po’ vaghe.

Perché una tier list della moda sostenibile?

I brand sono sempre più bravi a sembrare virtuosi… ma lo sono davvero? Ma niente panico, Drippers: oggi vi portiamo la Tier List della moda sostenibile, con protagonisti tre nomi che contano davvero quando si parla di etica nel guardaroba: Good On You, Fairtrade e Cardato Recycled, quasi come tre fari nella notte del greenwashing che possiamo usare come bussola iniziale. Chi salirà sul podio del fashion etico? E chi si becca il badge “ci stai provando, ma puoi fare meglio”? Let’s drip into it.

GOOD ON YOU – L’APP CHE GIUDICA (CON AMORE) I TUOI BRAND PREFERITI

Immagina un’app tipo Tinder che ti dia tutte le infomazioni per scoprire se un brand sia un buon match per te o no. Good On You è proprio questo (solo con meno ghosting).

Come funziona? Raccolgono informazioni pubblicamente disponibili sui temi di sostenibilità più critici e le presentano in valutazioni chiare e accessibili. Questa piattaforma e app valuta migliaia di brand sulla base di tre criteri: impatto ambientale, condizioni dei lavoratori e rispetto degli animali. Ogni marchio riceve quindi un punteggio, da “We Avoid” (meh) a “Great” (a prova di Drip).

Perché Good On You è top per noi?

  • Fa il lavoro sporco per te: analizza dati, trasparenza e certificazioni.
  • Ti suggerisce alternative migliori se un brand fa acqua da tutte le… cuciture.
  • È super accessibile e aggiornata.
  • Bonus Drip: promuove attivamente la cultura del cambiamento.

FAIRTRADE – IL BOLLINO CHE NON È SOLO PER IL CAFFÈ

“Ah sì, Fairtrade… quello che trovi sul cioccolato!” – sì, ma anche sulle t-shirt! Fairtrade è un sistema internazionale di certificazione che garantisce condizioni eque per i lavoratori, soprattutto nelle filiere del cotone. Il bollino Fairtrade su un capo significa che chi l’ha coltivato, filato e cucito è stato pagato in modo equo, in un contesto libero da sfruttamento.

Tra gli obiettivi della moda etica secondo Fairtrade (e condivisi da noi) troviamo quindi non solo la sensibilizzazione, della quale noi di Drip ci occupiamo ampiamente, ma anche la costruzione di filiere etiche, la presa di posizione contro la “fast fashion”, la mobilitazione dei cittadini, e la proposta di comportamenti di acquisto e di consumo più responsabili. Ma quindi, come possiamo capire se un abito proviene da una filiera etica e sostenibile?

  1. Frena frena frena… Prima dell’acquisto, chiediti se hai davvero bisogno di un capo nuovo. Ti serve? Bene, procediamo.
  2. Guarda l’etichetta: se il tuo capo costa poco ed è prodotto in Cina, Bangladesh o Pakistan, è molto probabile che il prezzo lo stia pagando chi ha prodotto quel vestito. Preferisci capi prodotti localmente, anche se costano un po’ di più, e con composizione naturale e comunque non mista, per esempio di cotone e poliestere, che non può essere riciclata.
  3. Non farti ingannare dalle certificazioni “fake”: solo quelle Fairtrade, insieme a pochi altri marchi, sono garantite.
  4. Vuoi fare un po’ di casino? Sostieni le petizioni.

Perché Fairtrade è importante per noi?

  • Attenzione altissima ai diritti umani e alle condizioni di lavoro.
  • Promozione dell’empowerment femminile e delle comunità locali.
  • Tracciabilità e trasparenza nel processo produttivo.

La certificazione sostenibile Made in Prato: Cardato recycled

Parliamo di lana, parliamo di Prato, parliamo di Cardato Recycled (sembra un bello slogan, vero?). Cardato è un marchio tutto italiano che certifica tessuti ottenuti da materiali riciclati, uniti a lana vergine. Il risultato? Capi caldi, morbidi e con un impatto ambientale super ridotto. Noi li abbiamo testati nel freddo inverno scozzese, e possiamo garantirne l’alta qualità e comodità.

♻️ Perché Cardato, per noi, è davvero una chicca?

  • Riduce il consumo d’acqua, energia e CO₂.
  • Tutta la produzione è tracciata e a km zero (letteralmente, in Toscana, e non perché non sappiano contare oltre).
  • Ogni tessuto è accompagnato da un punteggio ambientale certificato.

Non è ancora mainstream come altri marchi, ma per noi rappresenta l’essenza della moda circolare e made in Italy.

Occhio però!

Esistono anche altre certificazioni valide di cui non abbiamo parlato, per esempio questa. Occhio, però: non tutte le etichette “green” sono affidabili. Se un brand scrive solo “eco-friendly”, “conscious collection”, o “organic vibes” senza certificazioni o dati… Houston, abbiamo un greenwashing.

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Oppure scrivici nei commenti: qual è la tua certificazione preferita? Hai mai usato Good On You per fare “swipe left” a un brand poco etico?

Il drip etico parte da te. E da una tier list fatta bene.

Teo 🙂

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